Il valore della scelta del font

Sono nato tipografo. 3 anni di scuola professionale con tante ore di laboratorio insieme a Sandro, Marco, Stefano, Adriano e decine, centinaia di altri ragazzi che, come noi (ciao GiorgioV!), guidati da Athos (il nostro amatissimo insegnante di laboratorio) hanno imparato a conoscere e rispettare i caratteri (le font) e soprattutto le loro “grazie” (era davvero facile rovinarle!). I caratteri, le casse dei caratteri di piombo erano le nostre risorse principali per inventare le pagine. Occorreva conoscere i tratti dei caratteri a memoria, anche perché guardare dalle casse i singoli caratteri di piombo non aiutava più di tanto la fase di progettazione. Il mondo (tipografico) era più semplice: bastoni e graziati, 4-5 famiglie per tipo, 6-8 dimensioni possibili. Il Times New Roman esisteva, ma si preferiva il Garamond o il Bodoni. Forse per questioni di patriottismo, francamente non saprei. Comunque la scelta era limitata e soprattutto condizionata dalla capacità personale di accoppiare a memoria il bisogno comunicativo e l’espressività del carattere (leggasi “font”).
Oggi il problema è un po’ l’opposto. Cercare di essere “innovativi” anche nella scelta della font è uno dei must per il designer, tanto che alcuni finiscono per disegnarsele, magari modificando una font esistente.
E così il catalogo si amplia in continuazione. Le font disponibili sono ormai migliaia, probabilmente decine di migliaia. Impossibile ricordarle tutte, difficile farsi prendere dalla voglia di provarne di nuove nel nuovo progetto. E allora? C’è sempre qualcuno che ha avuto il nostro problema prima di noi. A volte, la sua soluzione diventa un servizio, un prodotto, o anche solo un tool disponibile per tutti.
Questo ultimo è il caso di WebFonter, un tool/servizio/catalogo che consente di provare “al volo” l’effetto di nuove font sul nostro sito (e, se si vuole, acquistarle). Si può fare la verifica usando la apposita estensione Chrome o, se il sito è “ben fatto”, semplicemente navigando con l’URL. Vivamente consigliato, soprattutto agli ex tipografi! 🙂